Lot 74 · Post-War and Contemporary Afternoon Session
CROCE, Benedetto (1866-1952). Gi diverse volte, negli ultimi anni, Christie's ha presentato consistenti porzioni dell'archivio del grande filosofo e letterato: mostrando come, nelle diverse epoche attraversate dalla sua multiforme e instancabile attivit scientifica e pubblicistica, l'officina di Croce seguisse norme redazionali, per cos dire, estremamente precise, e improntate alla massima efficienza. Specie dall'inizio della collaborazione organica con l'editore barese Laterza, quella di Croce si trasform in una vera e propria "fabbrica del pensiero" - tale da far pensare a certe pratiche "seriali" dei poligrafi manieristi e barocchi che proprio Croce recuper alla storia letteraria del nostro paese (sia pure, com' noto, il pi delle volte per deprecarli). In questa occasione, la quantit dei materiali straordinaria, e cos pure la loro cesione, quanto meno nell'arcata cronologica. Si tratta infatti, per la maggior parte, di scritti crociani dell'ultimo periodo, tra gli anni Trenta e il tramonto finale (che fu estremamente fitto, com' assai noto, di interventi di tutti i tipi). Si conservano in totale ben 61 manoscritti crociani, fra autografi e prime bozze in colonna con ricche correzioni autografe, di entit variabile fra le due e le 30 pagine ciascuno, per lo pi 4o, pi una piccola collezione di cimeli, comprendente oggetti di culto come l'estratto originale dell'atto di nascita, tessere di appartenenza a varie istituzioni culturali, cinque lettere e minute autografe, varie missive a lui indirizzate, ecc.): di interventi pi o meno celebri, fra i quali ricordiamo soltanto Intorno alla critica e storiografia , Osservazioni sulla metodologia storica , Architettura come copia di una realt , Contro la storia universale , La critica letteraria italiana , La storicit della verit , Petrarca (Il sogno dell'amore superante la passione) , Intorno alla cosiddetta critica stilistica , La determinatezza dell'espressione poetica , Filosofia e religione , Lo storicismo e la rivoluzione mentale dell'et moderna , eccetera eccetera. Estremamente affascinanti sono poi alcuni fascicoletti manoscritti, evidentemente dell'ultimissimo periodo di lavoro di Croce, che non sono ancora riuniti sotto un titolo preciso, bens sotto convenzionali lettere dell'alfabeto greco (delta, pi, ro, sigma) che raggruppano appunti pi o meno fra loro congruenti (ma che non fecero in tempo, evidentemente, a raggiungere la fase redazionale dell'"articolo"). Si tratta dunque del primissimo germe di pensiero del filosofo, colto al brividare istantaneo della sua genesi (raccogliendosi attorno a una lettura, a un'osservazione, a un frammento di conversazione; affascinante, ad esempio, il pi esteso gruppo "Sigma", di 23 pagine 8o , che prende le mosse dall'attenta lettura di un'opera dell'antropologo Ernesto De Martino): e per di pi in un momento tutt'affatto particolare come quello del lungo addio dato al proprio domicilio terreno. A questo straordinario archivio manoscritto, poi da aggiungere un altrettanto sterminato fondo librario. Si tratta, probabilmente, della biblioteca di argomento crociano in assoluto pi completa: comprendente pi di 400 titoli, constanti soprattutto nella bibliografia "primaria" dell'Autore (ivi compresi anche titoli estremamente rari: come l'edizione Pierro, del 1891, de I teatri di Napoli , contenente anche una lettera autografa dell'autore; oppure la comune edizione laterziana de La Spagna nella vita italiana durante la Rinascenza , seconda edizione del 1922, arricchita per da importanti postille autografe dell'autore apposte su una copia evidentemente di lavoro, in preparazione della terza edizione uscita nel secondo dopoguerra; oppure la prima edizione, fuori commercio, del Contributo alla critica di me stesso , stampato in riproduzione dell'autografo in soli 100 esemplari nel 1918 - quella presente la copia con dedica autografa di Croce al fratello Alfonso; o ancora la prima edizione dell'introduzione al Cunto de li cunti di Basile, edita in soli 50 esemplari nel 1891, anch'essa accompagnata da invio autografo dell'autore; e, sempre del Basile, l'edizione di lusso della traduzione del Pentamerone , 60 esemplari del 1925; o due copie della plaquette contenente la canzone di Vico Affetti di un disperato , proposta da Mardersteig in 200 esemplari di lusso nel 1948; e in genere molte opere con dedica autografa dell'autore), ma molto ricca anche per quanto riguarda la bibliografia "secondaria" (ossia di opere dedicate al pensiero e all'opera di Croce). Una parte notevole di questo archivio di opere a stampa quella relativa a singoli ritagli o estratti da giornali e riviste, contenente articoli e saggi crociani: una sezione di eccezionale valore, per la ricostruzione anche filologica dell'interminabile lavoro di correzione e ampliamento al quale il Croce continu per tutta la vita a sottoporre i propri stessi scritti: si va dalla rara "Opinione letteraria" del 1882 (saggi su Saverio Bettinelli) al "Mattino" degli anni '90 (che contiene pochissimo note polemiche "cittadine"), da una ricca collezione del "Giornale d'Italia", al quale Croce collabor continuativamente lungo tutti gli anni Dieci, sino agli organi del liberalesimo, ai quali Croce collabora gi durante la Seconda Guerra Mondiale, e poi fittamente nel secondo dopoguerra: dal raro "Il Mondo Libero" (pubblicato dai servizi d'informazione angloamericani nel 1943) al quotidiano napoletano "La libert" (numerosi articoli nel 1944), sino a quello romano, assai fortunato, "Risorgimento liberale" (articoli del '44-45), e al "Giornale" di Napoli (1945). In conclusione, ci troviamo di fronte al pi vasto e organico archivio di materiali crociani che sia rimasto al di fuori delle collezioni pubbliche: il cui studio e la cui valorizzazione resta un compito imprescindibile per chiunque voglia approfondire la personalit e l'eredit culturale di uno dei grandi protagonisti del Novecento: non solo italiano.
CROCE, Benedetto (1866-1952). Gi diverse volte, negli ultimi anni, Christie's ha presentato consistenti porzioni dell'archivio del grande filosofo e letterato: mostrando come, nelle diverse epoche attraversate dalla sua multiforme e instancabile attivit scientifica e pubblicistica, l'officina di Croce seguisse norme redazionali, per cos dire, estremamente precise, e improntate alla massima efficienza. Specie dall'inizio della collaborazione organica con l'editore barese Laterza, quella di Croce si trasform in una vera e propria "fabbrica del pensiero" - tale da far pensare a certe pratiche "seriali" dei poligrafi manieristi e barocchi che proprio Croce recuper alla storia letteraria del nostro paese (sia pure, com' noto, il pi delle volte per deprecarli). In questa occasione, la quantit dei materiali straordinaria, e cos pure la loro cesione, quanto meno nell'arcata cronologica. Si tratta infatti, per la maggior parte, di scritti crociani dell'ultimo periodo, tra gli anni Trenta e il tramonto finale (che fu estremamente fitto, com' assai noto, di interventi di tutti i tipi). Si conservano in totale ben 61 manoscritti crociani, fra autografi e prime bozze in colonna con ricche correzioni autografe, di entit variabile fra le due e le 30 pagine ciascuno, per lo pi 4o, pi una piccola collezione di cimeli, comprendente oggetti di culto come l'estratto originale dell'atto di nascita, tessere di appartenenza a varie istituzioni culturali, cinque lettere e minute autografe, varie missive a lui indirizzate, ecc.): di interventi pi o meno celebri, fra i quali ricordiamo soltanto Intorno alla critica e storiografia , Osservazioni sulla metodologia storica , Architettura come copia di una realt , Contro la storia universale , La critica letteraria italiana , La storicit della verit , Petrarca (Il sogno dell'amore superante la passione) , Intorno alla cosiddetta critica stilistica , La determinatezza dell'espressione poetica , Filosofia e religione , Lo storicismo e la rivoluzione mentale dell'et moderna , eccetera eccetera. Estremamente affascinanti sono poi alcuni fascicoletti manoscritti, evidentemente dell'ultimissimo periodo di lavoro di Croce, che non sono ancora riuniti sotto un titolo preciso, bens sotto convenzionali lettere dell'alfabeto greco (delta, pi, ro, sigma) che raggruppano appunti pi o meno fra loro congruenti (ma che non fecero in tempo, evidentemente, a raggiungere la fase redazionale dell'"articolo"). Si tratta dunque del primissimo germe di pensiero del filosofo, colto al brividare istantaneo della sua genesi (raccogliendosi attorno a una lettura, a un'osservazione, a un frammento di conversazione; affascinante, ad esempio, il pi esteso gruppo "Sigma", di 23 pagine 8o , che prende le mosse dall'attenta lettura di un'opera dell'antropologo Ernesto De Martino): e per di pi in un momento tutt'affatto particolare come quello del lungo addio dato al proprio domicilio terreno. A questo straordinario archivio manoscritto, poi da aggiungere un altrettanto sterminato fondo librario. Si tratta, probabilmente, della biblioteca di argomento crociano in assoluto pi completa: comprendente pi di 400 titoli, constanti soprattutto nella bibliografia "primaria" dell'Autore (ivi compresi anche titoli estremamente rari: come l'edizione Pierro, del 1891, de I teatri di Napoli , contenente anche una lettera autografa dell'autore; oppure la comune edizione laterziana de La Spagna nella vita italiana durante la Rinascenza , seconda edizione del 1922, arricchita per da importanti postille autografe dell'autore apposte su una copia evidentemente di lavoro, in preparazione della terza edizione uscita nel secondo dopoguerra; oppure la prima edizione, fuori commercio, del Contributo alla critica di me stesso , stampato in riproduzione dell'autografo in soli 100 esemplari nel 1918 - quella presente la copia con dedica autografa di Croce al fratello Alfonso; o ancora la prima edizione dell'introduzione al Cunto de li cunti di Basile, edita in soli 50 esemplari nel 1891, anch'essa accompagnata da invio autografo dell'autore; e, sempre del Basile, l'edizione di lusso della traduzione del Pentamerone , 60 esemplari del 1925; o due copie della plaquette contenente la canzone di Vico Affetti di un disperato , proposta da Mardersteig in 200 esemplari di lusso nel 1948; e in genere molte opere con dedica autografa dell'autore), ma molto ricca anche per quanto riguarda la bibliografia "secondaria" (ossia di opere dedicate al pensiero e all'opera di Croce). Una parte notevole di questo archivio di opere a stampa quella relativa a singoli ritagli o estratti da giornali e riviste, contenente articoli e saggi crociani: una sezione di eccezionale valore, per la ricostruzione anche filologica dell'interminabile lavoro di correzione e ampliamento al quale il Croce continu per tutta la vita a sottoporre i propri stessi scritti: si va dalla rara "Opinione letteraria" del 1882 (saggi su Saverio Bettinelli) al "Mattino" degli anni '90 (che contiene pochissimo note polemiche "cittadine"), da una ricca collezione del "Giornale d'Italia", al quale Croce collabor continuativamente lungo tutti gli anni Dieci, sino agli organi del liberalesimo, ai quali Croce collabora gi durante la Seconda Guerra Mondiale, e poi fittamente nel secondo dopoguerra: dal raro "Il Mondo Libero" (pubblicato dai servizi d'informazione angloamericani nel 1943) al quotidiano napoletano "La libert" (numerosi articoli nel 1944), sino a quello romano, assai fortunato, "Risorgimento liberale" (articoli del '44-45), e al "Giornale" di Napoli (1945). In conclusione, ci troviamo di fronte al pi vasto e organico archivio di materiali crociani che sia rimasto al di fuori delle collezioni pubbliche: il cui studio e la cui valorizzazione resta un compito imprescindibile per chiunque voglia approfondire la personalit e l'eredit culturale di uno dei grandi protagonisti del Novecento: non solo italiano.
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- Estimate
- $70,000,000–$80,000,000 hammer
- Result
- Performance
- Sale
- Christie's — Post-War and Contemporary Afternoon Session , New York · 15 June 1999
- Record ID
- TB-2026-6534356
- Record
- first seen 29 Jul 2026 · updated 29 Jul 2026 · source ↗
- Cite this record
- TB-2026-6534356 — https://thebasis.art/cite/TB-2026-6534356
CROCE, Benedetto (1866-1952). Gi diverse volte, negli ultimi anni, Christie's ha presentato consistenti porzioni dell'archivio del grande filosofo e letterato: mostrando come, nelle diverse epoche attraversate dalla sua multiforme e instancabile attivit scientifica e pubblicistica, l'officina di Croce seguisse norme redazionali, per cos dire, estremamente precise, e improntate alla massima efficienza. Specie dall'inizio della collaborazione organica con l'editore barese Laterza, quella di Croce si trasform in una vera e propria "fabbrica del pensiero" - tale da far pensare a certe pratiche "seriali" dei poligrafi manieristi e barocchi che proprio Croce recuper alla storia letteraria del nostro paese (sia pure, com' noto, il pi delle volte per deprecarli). In questa occasione, la quantit dei materiali straordinaria, e cos pure la loro cesione, quanto meno nell'arcata cronologica. Si tratta infatti, per la maggior parte, di scritti crociani dell'ultimo periodo, tra gli anni Trenta e il tramonto finale (che fu estremamente fitto, com' assai noto, di interventi di tutti i tipi). Si conservano in totale ben 61 manoscritti crociani, fra autografi e prime bozze in colonna con ricche correzioni autografe, di entit variabile fra le due e le 30 pagine ciascuno, per lo pi 4o, pi una piccola collezione di cimeli, comprendente oggetti di culto come l'estratto originale dell'atto di nascita, tessere di appartenenza a varie istituzioni culturali, cinque lettere e minute autografe, varie missive a lui indirizzate, ecc.): di interventi pi o meno celebri, fra i quali ricordiamo soltanto Intorno alla critica e storiografia , Osservazioni sulla metodologia storica , Architettura come copia di una realt , Contro la storia universale , La critica letteraria italiana , La storicit della verit , Petrarca (Il sogno dell'amore superante la passione) , Intorno alla cosiddetta critica stilistica , La determinatezza dell'espressione poetica , Filosofia e religione , Lo storicismo e la rivoluzione mentale dell'et moderna , eccetera eccetera. Estremamente affascinanti sono poi alcuni fascicoletti manoscritti, evidentemente dell'ultimissimo periodo di lavoro di Croce, che non sono ancora riuniti sotto un titolo preciso, bens sotto convenzionali lettere dell'alfabeto greco (delta, pi, ro, sigma) che raggruppano appunti pi o meno fra loro congruenti (ma che non fecero in tempo, evidentemente, a raggiungere la fase redazionale dell'"articolo"). Si tratta dunque del primissimo germe di pensiero del filosofo, colto al brividare istantaneo della sua genesi (raccogliendosi attorno a una lettura, a un'osservazione, a un frammento di conversazione; affascinante, ad esempio, il pi esteso gruppo "Sigma", di 23 pagine 8o , che prende le mosse dall'attenta lettura di un'opera dell'antropologo Ernesto De Martino): e per di pi in un momento tutt'affatto particolare come quello del lungo addio dato al proprio domicilio terreno. A questo straordinario archivio manoscritto, poi da aggiungere un altrettanto sterminato fondo librario. Si tratta, probabilmente, della biblioteca di argomento crociano in assoluto pi completa: comprendente pi di 400 titoli, constanti soprattutto nella bibliografia "primaria" dell'Autore (ivi compresi anche titoli estremamente rari: come l'edizione Pierro, del 1891, de I teatri di Napoli , contenente anche una lettera autografa dell'autore; oppure la comune edizione laterziana de La Spagna nella vita italiana durante la Rinascenza , seconda edizione del 1922, arricchita per da importanti postille autografe dell'autore apposte su una copia evidentemente di lavoro, in preparazione della terza edizione uscita nel secondo dopoguerra; oppure la prima edizione, fuori commercio, del Contributo alla critica di me stesso , stampato in riproduzione dell'autografo in soli 100 esemplari nel 1918 - quella presente la copia con dedica autografa di Croce al fratello Alfonso; o ancora la prima edizione dell'introduzione al Cunto de li cunti di Basile, edita in soli 50 esemplari nel 1891, anch'essa accompagnata da invio autografo dell'autore; e, sempre del Basile, l'edizione di lusso della traduzione del Pentamerone , 60 esemplari del 1925; o due copie della plaquette contenente la canzone di Vico Affetti di un disperato , proposta da Mardersteig in 200 esemplari di lusso nel 1948; e in genere molte opere con dedica autografa dell'autore), ma molto ricca anche per quanto riguarda la bibliografia "secondaria" (ossia di opere dedicate al pensiero e all'opera di Croce). Una parte notevole di questo archivio di opere a stampa quella relativa a singoli ritagli o estratti da giornali e riviste, contenente articoli e saggi crociani: una sezione di eccezionale valore, per la ricostruzione anche filologica dell'interminabile lavoro di correzione e ampliamento al quale il Croce continu per tutta la vita a sottoporre i propri stessi scritti: si va dalla rara "Opinione letteraria" del 1882 (saggi su Saverio Bettinelli) al "Mattino" degli anni '90 (che contiene pochissimo note polemiche "cittadine"), da una ricca collezione del "Giornale d'Italia", al quale Croce collabor continuativamente lungo tutti gli anni Dieci, sino agli organi del liberalesimo, ai quali Croce collabora gi durante la Seconda Guerra Mondiale, e poi fittamente nel secondo dopoguerra: dal raro "Il Mondo Libero" (pubblicato dai servizi d'informazione angloamericani nel 1943) al quotidiano napoletano "La libert" (numerosi articoli nel 1944), sino a quello romano, assai fortunato, "Risorgimento liberale" (articoli del '44-45), e al "Giornale" di Napoli (1945). In conclusione, ci troviamo di fronte al pi vasto e organico archivio di materiali crociani che sia rimasto al di fuori delle collezioni pubbliche: il cui studio e la cui valorizzazione resta un compito imprescindibile per chiunque voglia approfondire la personalit e l'eredit culturale di uno dei grandi protagonisti del Novecento: non solo italiano., CROCE, Benedetto (1866-1952). Gi diverse volte, negli ultimi anni, Christie's ha presentato consistenti porzioni dell'archivio del grande filosofo e letterato: mostrando come, nelle diverse epoche attraversate dalla sua multiforme e instancabile attivit scientifica e pubblicistica, l'officina di Croce seguisse norme redazionali, per cos dire, estremamente precise, e improntate alla massima efficienza. Specie dall'inizio della collaborazione organica con l'editore barese Laterza, quella di Croce si trasform in una vera e propria "fabbrica del pensiero" - tale da far pensare a certe pratiche "seriali" dei poligrafi manieristi e barocchi che proprio Croce recuper alla storia letteraria del nostro paese (sia pure, com' noto, il pi delle volte per deprecarli). In questa occasione, la quantit dei materiali straordinaria, e cos pure la loro cesione, quanto meno nell'arcata cronologica. Si tratta infatti, per la maggior parte, di scritti crociani dell'ultimo periodo, tra gli anni Trenta e il tramonto finale (che fu estremamente fitto, com' assai noto, di interventi di tutti i tipi). Si conservano in totale ben 61 manoscritti crociani, fra autografi e prime bozze in colonna con ricche correzioni autografe, di entit variabile fra le due e le 30 pagine ciascuno, per lo pi 4o, pi una piccola collezione di cimeli, comprendente oggetti di culto come l'estratto originale dell'atto di nascita, tessere di appartenenza a varie istituzioni culturali, cinque lettere e minute autografe, varie missive a lui indirizzate, ecc.): di interventi pi o meno celebri, fra i quali ricordiamo soltanto Intorno alla critica e storiografia , Osservazioni sulla metodologia storica , Architettura come copia di una realt , Contro la storia universale , La critica letteraria italiana , La storicit della verit , Petrarca (Il sogno dell'amore superante la passione) , Intorno alla cosiddetta critica stilistica , La determinatezza dell'espressione poetica , Filosofia e religione , Lo storicismo e la rivoluzione mentale dell'et moderna , eccetera eccetera. Estremamente affascinanti sono poi alcuni fascicoletti manoscritti, evidentemente dell'ultimissimo periodo di lavoro di Croce, che non sono ancora riuniti sotto un titolo preciso, bens sotto convenzionali lettere dell'alfabeto greco (delta, pi, ro, sigma) che raggruppano appunti pi o meno fra loro congruenti (ma che non fecero in tempo, evidentemente, a raggiungere la fase redazionale dell'"articolo"). Si tratta dunque del primissimo germe di pensiero del filosofo, colto al brividare istantaneo della sua genesi (raccogliendosi attorno a una lettura, a un'osservazione, a un frammento di conversazione; affascinante, ad esempio, il pi esteso gruppo "Sigma", di 23 pagine 8o , che prende le mosse dall'attenta lettura di un'opera dell'antropologo Ernesto De Martino): e per di pi in un momento tutt'affatto particolare come quello del lungo addio dato al proprio domicilio terreno. A questo straordinario archivio manoscritto, poi da aggiungere un altrettanto sterminato fondo librario. Si tratta, probabilmente, della biblioteca di argomento crociano in assoluto pi completa: comprendente pi di 400 titoli, constanti soprattutto nella bibliografia "primaria" dell'Autore (ivi compresi anche titoli estremamente rari: come l'edizione Pierro, del 1891, de I teatri di Napoli , contenente anche una lettera autografa dell'autore; oppure la comune edizione laterziana de La Spagna nella vita italiana durante la Rinascenza , seconda edizione del 1922, arricchita per da importanti postille autografe dell'autore apposte su una copia evidentemente di lavoro, in preparazione della terza edizione uscita nel secondo dopoguerra; oppure la prima edizione, fuori commercio, del Contributo alla critica di me stesso , stampato in riproduzione dell'autografo in soli 100 esemplari nel 1918 - quella presente la copia con dedica autografa di Croce al fratello Alfonso; o ancora la prima edizione dell'introduzione al Cunto de li cunti di Basile, edita in soli 50 esemplari nel 1891, anch'essa accompagnata da invio autografo dell'autore; e, sempre del Basile, l'edizione di lusso della traduzione del Pentamerone , 60 esemplari del 1925; o due copie della plaquette contenente la canzone di Vico Affetti di un disperato , proposta da Mardersteig in 200 esemplari di lusso nel 1948; e in genere molte opere con dedica autografa dell'autore), ma molto ricca anche per quanto riguarda la bibliografia "secondaria" (ossia di opere dedicate al pensiero e all'opera di Croce). Una parte notevole di questo archivio di opere a stampa quella relativa a singoli ritagli o estratti da giornali e riviste, contenente articoli e saggi crociani: una sezione di eccezionale valore, per la ricostruzione anche filologica dell'interminabile lavoro di correzione e ampliamento al quale il Croce continu per tutta la vita a sottoporre i propri stessi scritti: si va dalla rara "Opinione letteraria" del 1882 (saggi su Saverio Bettinelli) al "Mattino" degli anni '90 (che contiene pochissimo note polemiche "cittadine"), da una ricca collezione del "Giornale d'Italia", al quale Croce collabor continuativamente lungo tutti gli anni Dieci, sino agli organi del liberalesimo, ai quali Croce collabora gi durante la Seconda Guerra Mondiale, e poi fittamente nel secondo dopoguerra: dal raro "Il Mondo Libero" (pubblicato dai servizi d'informazione angloamericani nel 1943) al quotidiano napoletano "La libert" (numerosi articoli nel 1944), sino a quello romano, assai fortunato, "Risorgimento liberale" (articoli del '44-45), e al "Giornale" di Napoli (1945). In conclusione, ci troviamo di fronte al pi vasto e organico archivio di materiali crociani che sia rimasto al di fuori delle collezioni pubbliche: il cui studio e la cui valorizzazione resta un compito imprescindibile per chiunque voglia approfondire la personalit e l'eredit culturale di uno dei grandi protagonisti del Novecento: non solo italiano. Christie's, 15 Jun 1999, lot 74. result recorded. TheBasis.Art, TB-2026-6534356.
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CROCE, Benedetto (1866-1952). Gi diverse volte, negli ultimi anni, Christie's ha presentato consistenti porzioni dell'archivio del grande filosofo e letterato: mostrando come, nelle diverse epoche attraversate dalla sua multiforme e instancabile attivit scientifica e pubblicistica, l'officina di Croce seguisse norme redazionali, per cos dire, estremamente precise, e improntate alla massima efficienza. Specie dall'inizio della collaborazione organica con l'editore barese Laterza, quella di Croce si trasform in una vera e propria "fabbrica del pensiero" - tale da far pensare a certe pratiche "seriali" dei poligrafi manieristi e barocchi che proprio Croce recuper alla storia letteraria del nostro paese (sia pure, com' noto, il pi delle volte per deprecarli). In questa occasione, la quantit dei materiali straordinaria, e cos pure la loro cesione, quanto meno nell'arcata cronologica. Si tratta infatti, per la maggior parte, di scritti crociani dell'ultimo periodo, tra gli anni Trenta e il tramonto finale (che fu estremamente fitto, com' assai noto, di interventi di tutti i tipi). Si conservano in totale ben 61 manoscritti crociani, fra autografi e prime bozze in colonna con ricche correzioni autografe, di entit variabile fra le due e le 30 pagine ciascuno, per lo pi 4o, pi una piccola collezione di cimeli, comprendente oggetti di culto come l'estratto originale dell'atto di nascita, tessere di appartenenza a varie istituzioni culturali, cinque lettere e minute autografe, varie missive a lui indirizzate, ecc.): di interventi pi o meno celebri, fra i quali ricordiamo soltanto Intorno alla critica e storiografia , Osservazioni sulla metodologia storica , Architettura come copia di una realt , Contro la storia universale , La critica letteraria italiana , La storicit della verit , Petrarca (Il sogno dell'amore superante la passione) , Intorno alla cosiddetta critica stilistica , La determinatezza dell'espressione poetica , Filosofia e religione , Lo storicismo e la rivoluzione mentale dell'et moderna , eccetera eccetera. Estremamente affascinanti sono poi alcuni fascicoletti manoscritti, evidentemente dell'ultimissimo periodo di lavoro di Croce, che non sono ancora riuniti sotto un titolo preciso, bens sotto convenzionali lettere dell'alfabeto greco (delta, pi, ro, sigma) che raggruppano appunti pi o meno fra loro congruenti (ma che non fecero in tempo, evidentemente, a raggiungere la fase redazionale dell'"articolo"). Si tratta dunque del primissimo germe di pensiero del filosofo, colto al brividare istantaneo della sua genesi (raccogliendosi attorno a una lettura, a un'osservazione, a un frammento di conversazione; affascinante, ad esempio, il pi esteso gruppo "Sigma", di 23 pagine 8o , che prende le mosse dall'attenta lettura di un'opera dell'antropologo Ernesto De Martino): e per di pi in un momento tutt'affatto particolare come quello del lungo addio dato al proprio domicilio terreno. A questo straordinario archivio manoscritto, poi da aggiungere un altrettanto sterminato fondo librario. Si tratta, probabilmente, della biblioteca di argomento crociano in assoluto pi completa: comprendente pi di 400 titoli, constanti soprattutto nella bibliografia "primaria" dell'Autore (ivi compresi anche titoli estremamente rari: come l'edizione Pierro, del 1891, de I teatri di Napoli , contenente anche una lettera autografa dell'autore; oppure la comune edizione laterziana de La Spagna nella vita italiana durante la Rinascenza , seconda edizione del 1922, arricchita per da importanti postille autografe dell'autore apposte su una copia evidentemente di lavoro, in preparazione della terza edizione uscita nel secondo dopoguerra; oppure la prima edizione, fuori commercio, del Contributo alla critica di me stesso , stampato in riproduzione dell'autografo in soli 100 esemplari nel 1918 - quella presente la copia con dedica autografa di Croce al fratello Alfonso; o ancora la prima edizione dell'introduzione al Cunto de li cunti di Basile, edita in soli 50 esemplari nel 1891, anch'essa accompagnata da invio autografo dell'autore; e, sempre del Basile, l'edizione di lusso della traduzione del Pentamerone , 60 esemplari del 1925; o due copie della plaquette contenente la canzone di Vico Affetti di un disperato , proposta da Mardersteig in 200 esemplari di lusso nel 1948; e in genere molte opere con dedica autografa dell'autore), ma molto ricca anche per quanto riguarda la bibliografia "secondaria" (ossia di opere dedicate al pensiero e all'opera di Croce). Una parte notevole di questo archivio di opere a stampa quella relativa a singoli ritagli o estratti da giornali e riviste, contenente articoli e saggi crociani: una sezione di eccezionale valore, per la ricostruzione anche filologica dell'interminabile lavoro di correzione e ampliamento al quale il Croce continu per tutta la vita a sottoporre i propri stessi scritti: si va dalla rara "Opinione letteraria" del 1882 (saggi su Saverio Bettinelli) al "Mattino" degli anni '90 (che contiene pochissimo note polemiche "cittadine"), da una ricca collezione del "Giornale d'Italia", al quale Croce collabor continuativamente lungo tutti gli anni Dieci, sino agli organi del liberalesimo, ai quali Croce collabora gi durante la Seconda Guerra Mondiale, e poi fittamente nel secondo dopoguerra: dal raro "Il Mondo Libero" (pubblicato dai servizi d'informazione angloamericani nel 1943) al quotidiano napoletano "La libert" (numerosi articoli nel 1944), sino a quello romano, assai fortunato, "Risorgimento liberale" (articoli del '44-45), e al "Giornale" di Napoli (1945). In conclusione, ci troviamo di fronte al pi vasto e organico archivio di materiali crociani che sia rimasto al di fuori delle collezioni pubbliche: il cui studio e la cui valorizzazione resta un compito imprescindibile per chiunque voglia approfondire la personalit e l'eredit culturale di uno dei grandi protagonisti del Novecento: non solo italiano., CROCE, Benedetto (1866-1952). Gi diverse volte, negli ultimi anni, Christie's ha presentato consistenti porzioni dell'archivio del grande filosofo e letterato: mostrando come, nelle diverse epoche attraversate dalla sua multiforme e instancabile attivit scientifica e pubblicistica, l'officina di Croce seguisse norme redazionali, per cos dire, estremamente precise, e improntate alla massima efficienza. Specie dall'inizio della collaborazione organica con l'editore barese Laterza, quella di Croce si trasform in una vera e propria "fabbrica del pensiero" - tale da far pensare a certe pratiche "seriali" dei poligrafi manieristi e barocchi che proprio Croce recuper alla storia letteraria del nostro paese (sia pure, com' noto, il pi delle volte per deprecarli). In questa occasione, la quantit dei materiali straordinaria, e cos pure la loro cesione, quanto meno nell'arcata cronologica. Si tratta infatti, per la maggior parte, di scritti crociani dell'ultimo periodo, tra gli anni Trenta e il tramonto finale (che fu estremamente fitto, com' assai noto, di interventi di tutti i tipi). Si conservano in totale ben 61 manoscritti crociani, fra autografi e prime bozze in colonna con ricche correzioni autografe, di entit variabile fra le due e le 30 pagine ciascuno, per lo pi 4o, pi una piccola collezione di cimeli, comprendente oggetti di culto come l'estratto originale dell'atto di nascita, tessere di appartenenza a varie istituzioni culturali, cinque lettere e minute autografe, varie missive a lui indirizzate, ecc.): di interventi pi o meno celebri, fra i quali ricordiamo soltanto Intorno alla critica e storiografia , Osservazioni sulla metodologia storica , Architettura come copia di una realt , Contro la storia universale , La critica letteraria italiana , La storicit della verit , Petrarca (Il sogno dell'amore superante la passione) , Intorno alla cosiddetta critica stilistica , La determinatezza dell'espressione poetica , Filosofia e religione , Lo storicismo e la rivoluzione mentale dell'et moderna , eccetera eccetera. Estremamente affascinanti sono poi alcuni fascicoletti manoscritti, evidentemente dell'ultimissimo periodo di lavoro di Croce, che non sono ancora riuniti sotto un titolo preciso, bens sotto convenzionali lettere dell'alfabeto greco (delta, pi, ro, sigma) che raggruppano appunti pi o meno fra loro congruenti (ma che non fecero in tempo, evidentemente, a raggiungere la fase redazionale dell'"articolo"). Si tratta dunque del primissimo germe di pensiero del filosofo, colto al brividare istantaneo della sua genesi (raccogliendosi attorno a una lettura, a un'osservazione, a un frammento di conversazione; affascinante, ad esempio, il pi esteso gruppo "Sigma", di 23 pagine 8o , che prende le mosse dall'attenta lettura di un'opera dell'antropologo Ernesto De Martino): e per di pi in un momento tutt'affatto particolare come quello del lungo addio dato al proprio domicilio terreno. A questo straordinario archivio manoscritto, poi da aggiungere un altrettanto sterminato fondo librario. Si tratta, probabilmente, della biblioteca di argomento crociano in assoluto pi completa: comprendente pi di 400 titoli, constanti soprattutto nella bibliografia "primaria" dell'Autore (ivi compresi anche titoli estremamente rari: come l'edizione Pierro, del 1891, de I teatri di Napoli , contenente anche una lettera autografa dell'autore; oppure la comune edizione laterziana de La Spagna nella vita italiana durante la Rinascenza , seconda edizione del 1922, arricchita per da importanti postille autografe dell'autore apposte su una copia evidentemente di lavoro, in preparazione della terza edizione uscita nel secondo dopoguerra; oppure la prima edizione, fuori commercio, del Contributo alla critica di me stesso , stampato in riproduzione dell'autografo in soli 100 esemplari nel 1918 - quella presente la copia con dedica autografa di Croce al fratello Alfonso; o ancora la prima edizione dell'introduzione al Cunto de li cunti di Basile, edita in soli 50 esemplari nel 1891, anch'essa accompagnata da invio autografo dell'autore; e, sempre del Basile, l'edizione di lusso della traduzione del Pentamerone , 60 esemplari del 1925; o due copie della plaquette contenente la canzone di Vico Affetti di un disperato , proposta da Mardersteig in 200 esemplari di lusso nel 1948; e in genere molte opere con dedica autografa dell'autore), ma molto ricca anche per quanto riguarda la bibliografia "secondaria" (ossia di opere dedicate al pensiero e all'opera di Croce). Una parte notevole di questo archivio di opere a stampa quella relativa a singoli ritagli o estratti da giornali e riviste, contenente articoli e saggi crociani: una sezione di eccezionale valore, per la ricostruzione anche filologica dell'interminabile lavoro di correzione e ampliamento al quale il Croce continu per tutta la vita a sottoporre i propri stessi scritti: si va dalla rara "Opinione letteraria" del 1882 (saggi su Saverio Bettinelli) al "Mattino" degli anni '90 (che contiene pochissimo note polemiche "cittadine"), da una ricca collezione del "Giornale d'Italia", al quale Croce collabor continuativamente lungo tutti gli anni Dieci, sino agli organi del liberalesimo, ai quali Croce collabora gi durante la Seconda Guerra Mondiale, e poi fittamente nel secondo dopoguerra: dal raro "Il Mondo Libero" (pubblicato dai servizi d'informazione angloamericani nel 1943) al quotidiano napoletano "La libert" (numerosi articoli nel 1944), sino a quello romano, assai fortunato, "Risorgimento liberale" (articoli del '44-45), e al "Giornale" di Napoli (1945). In conclusione, ci troviamo di fronte al pi vasto e organico archivio di materiali crociani che sia rimasto al di fuori delle collezioni pubbliche: il cui studio e la cui valorizzazione resta un compito imprescindibile per chiunque voglia approfondire la personalit e l'eredit culturale di uno dei grandi protagonisti del Novecento: non solo italiano. Christie's, 15 Jun 1999, lot 74. result recorded. TheBasis.Art, TB-2026-6534356.
The citation omits the realized price because this record is not unlocked. Everything else in it is complete and permanent.
From the same sale Post-War and Contemporary Afternoon Session · Jun 1999
| Lot | Artist | Estimate | Result |
|---|---|---|---|
| Falda, Giovan Battista. Il Nuovo Teatro Delle Fabbriche, Et Edificii,… | FALDA, GIOVAN BATTISTA. IL NUOVO TEATRO DELLE FABBRICHE, ET EDIFICII, IN PROSPETTIVA DI ROMA MODERNA . ROMA: G.GIACOMO ROSSI, 1665. | $2,000,000–$4,000,000 | |
| BARBAJA, Domenico (1778-1841). Bella lettera autografa firmata del ce… | BARBAJA, Domenico (1778-1841). Bella lettera autografa firmata del celebre impresario teatrale napoletano, A d 26 marzo 1840 , una pagina 4o piena, con indirizzo a. in quarta p. Al 'Presidente' di una qualche importante istituzione teatrale, propone di organizzarwe delle serate, certo di fare tanto il proprio interesse che quello del corrispondente. | $600,000–$800,000 | |
| BATTISTINI, Mattia (1856-1928). Bellissima fotografia (cm 27 x 21, Mi… | BATTISTINI, Mattia (1856-1928). Bellissima fotografia (cm 27 x 21, Milano, Varischi & Artico) del leggendario baritono romano, con lunga dedica autografa firmata, in francese, al recto : Milan 1917 . | $900,000–$1,000,000 | |
| PUCCINI, Giacomo. Bella, assai nota fotografia del compositore ( cabi… | PUCCINI, Giacomo. Bella, assai nota fotografia del compositore ( cabinet Milano, Montabone, cm 17 x 10), firmata al recto . | $3,000,000–$3,500,000 | |
| VERDI, Giuseppe. Straordinario documento autografo firmato, di grandi… | VERDI, Giuseppe. Straordinario documento autografo firmato, di grandissima importanza musicologica, oltre che meramente biografica. Si tratta di un Prospetto delle composizioni musicali del maestro Giuseppe Verdi nato a Busseto 9. Ottobre 1814 ( due pagine 4o gr. obl. , recto e verso dello stesso foglio. E' insomma quello che oggi definiremmo un curriculum .: non datato ma, arrestandosi l'elenco delle composizioni al 1853 ( Il Trovatore e La Traviata ), dovrebbe essere databile al '54 o al pi tardi al '55 (forse come autopresentazione al pubblico francese in occasione dei Vepres siciliennes , che andr in scena all'Opra il 13 giugno del '55). Nella prima pagina, Verdi elenca tutte le sue opere, dall' Oberto Conte di S. Bonifacio appunto alla Traviata , indicando con molto ordine, in apposite colonne, anno, stagione (con la data della prima), citt, teatro, titolo, numero di atti, genere (abbastanza superfluo, giacch a parte l'opera seconda, Un giorno di regno , che reca l'indicazione 'Giocoso', tutte le altre recano quella di 'serio': ancora molto lontana la metafisica stagione terminale del Falstaff ...), poeta, esecutrici (con i nomi delle star) ed esecutori. Sono naturalmente tutti dati da tempo noti agli studiosi verdiani, ma in ogni caso assai interessante vedere questo riepilogo d'autore, quasi un Contributo alla critica di me stesso firmato Giuseppe Verdi. Ma la pagina pi interessante probabilmente l'altra, che elenca nella met superiore la 'Musica da camera' (suddivisa stavolta non in ordine cronologica, ma per generi: romanze, pezzi per ballo, notturni, ecc.) e in quella inferiore la 'Musica da chiesa'. E' alquanto significativo che solo per quanto riguarda questa ultima partizione Verdi senta il bisogno istintivo di non limitarsi a un nudo elenco di titoli e date, ma invece incardini questi dati in un lampeggiante, preziosissimo frammento autobiografico: 'Dagli anni 13 fino alli anni 18 - epoca in cui venni a studiare il contrappunto in Milano - ho scritto una farragine di pezzi, marcie per banda a centinaia: forse altrettante piccole sinfonie per chiesa, pel Teatro, e per academia: sei tra concerti e variazioni per piano forte che io stesso suonavo nella accademie; cantate, arie, moltissimi duetti, terzetti, e diversi pezzi da chiesa di cui non ricordo che uno Stabat-mater (...) una cantata che feci eseguire in casa Boromeo (...) e diversi pezzi la maggior parte buffi che il maestro mi faceva fare nei suoi esercizi, e che non furono mai nemmeno istromentati. Ritornato in patria ricominciai a scrivere marcie, sinfonie, pezzi vocali etc. (...) Fra i pezzi vecchi vi sono i cori della tragedia di Manzoni a tre voci, ed il cinque maggio a una sola'. Non c' troppo bisogno di sottolineare che siamo di fronte a un documento di importanza storica; una della maggiori acquisizioni degli studi verdiani, in assoluto. | $35,000,000–$40,000,000 | |
| RISORGIMENTO. Bella raccolta di manoscritti e autografi di diversi pr… | RISORGIMENTO. Bella raccolta di manoscritti e autografi di diversi protagonisti del nostro Risorgimento, in campo politico e letterario. Il nucleo della miscellanea costituito da un bellissimo carteggio di ben 54 lettere autografe firmate da Nena CECCARELLI, sorella del patriota Leopoldo, professore all'Universit di Siena e ufficiale del battaglione universitario toscano nel '48-49. Le lettere, tutte indirizzate al Ceccarelli, danno minutamente conto dei 'fatti di Toscana', nel loro momento pi delicato (dal costituirsi del governo insurrezionale di Livorno, attorno al Guerrazzi, alla fine del '47, sino al sacrificio collettivo del battaglione universitario toscano, a Curtatone e Montanara) e destinato a entrare nell'immaginario collettivo. Vi sono poi lettere autografe firmate di scrittori celebri, tutti a varo titolo coinvolti nell'epopea risorgimentale, quali appunto Francesco Domenico GUERRAZZI ( due pagine 8o del 1866), Vincenzo MONTI (bellisima lettera sulla Costituzione napoleonica della Repubblica Cisalpina, due pagine 8o , del 1798), Silvio PELLICO (bella lettera al proprio padre spirituale, Monsignor Filippo Artico, due pagine 8o del 1843), Luigi SETTEMBRINI (straordinaria, lunga - tre pagine 4o - lettera alla moglie, del 1851, dal carcere dove lo studioso e patriota attendeva la condanna a morte, che gli venne poi commutata in ergastolo) e Niccol TOMMASEO (due lettere, una a Cristina di BELGIOIOSO, del 1848, e l'altra a un amico di Spalato: molto interessanti entrambe). Vi sono poi numerose lettere di altri personaggi del periodo (il Duca FERDINANDO III di Toscana, Terenzio MAMIANI, il Re delle Due Sicilie FERDINANDO II di Borbone), e anche altri interessanti manoscritti di vari periodi. (96) | $3,000,000–$4,000,000 |